Posted on: 3 Giugno 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Il titolo “In Tune” si riferisce al percorso che ho intrapreso per essere in sintonia con me stesso, le cui tappe sono contrassegnate anche dai brani che ho scritto. La copertina va di pari passo con il titolo: stare sdraiato su un prato, magari in una giornata primaverile, mi infonde una grande sensazione di armonia». “In Tune” è l’album di debutto per Riccardo Gileno, sotto l’ala della triestina Waves Music Agency e la distribuzione di Artist First. Attivo in diverse band (Groove O’Matic, Free Strangers’ Society, Family Affair, The Topix), dal 2013 ha intrapreso parallelamente un percorso solista, la prima uscita è l’ep del 2017 “The Curse” con cui ha vinto il Premio “MEI Superstage”, dedicato ai migliori artisti indipendenti italiani. «Sono molto legato all’idea di album – commenta il cantautore triestino classe ’91 –, infatti colleziono anche dischi. Probabilmente il mondo della musica va avanti mentre io resto fermo, però trovo sia un delitto togliersi il piacere di lasciare da parte tutto il resto per una mezz’ora e godersi un disco nella sua interezza. E a livello personale, riuscire a completare un lavoro di questo tipo è stata un’enorme soddisfazione». Nove canzoni dalle venature folk-pop caratterizzate da una produzione vicina al live, a Gileno (voce e chitarra), si sono aggiunti diversi noti musicisti: Francesco Cainero (The Topix), Cristiano Norbedo (Mengoni, Elisa, Amoroso, Michielin), Matteo Brenci (40 Fingers, Jack Savoretti, Elisa, Jake Barker), Marco Vattovani (Canto Libero, Les Babettes), Giuliano Dottori (Amor Fou) e in un brano, agli archi, Giovanna Rados, Lucy Passante, Valentina Soligo e Alice-Micol Moro, dirette dal fratello Lorenzo Gileno. Il mixing è di Riccardo Parravicini (Fabi, Silvestri, Gazzè) al Rima Maja Studio mentre il mastering è stato affidato a Giovanni Versari de La Maestà Studio (Capossela, Levante, Ghemon). «Il concetto di unione tra gli strumenti e ciò che ne deriva – prosegue Gileno – è una delle caratteristiche che più mi ha fatto innamorare della musica, quindi penso sempre anche al confronto tra musicisti e al modo in cui le idee di ognuno possano mescolarsi e dar vita a qualcosa di organico. Se c’è una cosa di cui mi vanto è avere degli amici e collaboratori che hanno grande gusto. Anche per mancanza di competenze, non sono uno di quelli che si mette al computer e crea tutto dietro la tastiera o che presenta il classico provino fatto, finito e arrangiato. Mi piace cercare di esprimere la visione che ho in mente in altri modi e far sì che chi mi ascolta la interpreti, la faccia sua, così che più visioni possano integrarsi l’una con l’altra». Il 22 maggio verrà pubblicato il videoclip di “Streets”, ballad folk pop che parla di una coppia arrivata a un punto di svolta: nel video diretto da Giulio C. Ladini, un duo di ballerini traduce il messaggio contenuto nel testo con un appassionato passo a due. «Inizialmente – racconta Gileno –, prendevo ciò che mi capitava e cercavo di plasmare il mio vissuto all’interno delle canzoni. I brani più vecchi di questo disco ne sono un esempio. Poi, piano piano, ho cercato di servirmi di un approccio più analitico e meno strettamente personale. Seppur le sonorità possano fuorviare, è un disco ottimista. In tutti i pezzi c’è la componente della spinta verso l’alto. C’è la motivazione a raggiungere una luce, qualunque essa sia. Ognuno di noi la vede rappresentata in modi differenti, però credo che il concetto di luce e della sua ricerca sia necessario per vivere».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 3 Giugno 2021