Posted on: 19 Ottobre 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Dopo l’uscita del mio album “In Tune” a maggio, per ovvi motivi, non è mai stato possibile presentarlo davvero dal vivo. Ed è per questo che sono felice di avere finalmente l’opportunità di farlo»: il cantautore triestino Riccardo Gileno è in concerto oggi alle 20.30, alla Sala Luttazzi (terzo piano del Magazzino 26 del Porto Vecchio) nell’ambito della rassegna “Una luce sempre accesa”, in collaborazione con il Comune e l’Associazione Culturale Jam Art. Gileno sarà accompagnato dalla sua band composta da Matteo Brenci (40 Fingers, Jack Savoretti, Elisa, Jake Barker), Marco Vattovani (Canto Libero, Les Babettes), Francesco Cainero (The Topix, Hard Lemonade) e, per l’occasione, Alberto Bravin (PFM). In apertura, la voce di una giovane molto promettente, Amber (Giorgia Giurco), ventenne cantautrice triestina che si avvicina al canto corale già a sei anni passando poi agli studi da solista. Chitarrista e pianista autodidatta, artista di strada, propone un repertorio con influenze blues, jazz e r&b.

«Il titolo “In Tune” – racconta Riccardo Gileno a proposito del suo debutto uscito sotto l’ala della triestina Waves Music Agency e la distribuzione di Artist First – si riferisce al percorso che ho intrapreso per essere in sintonia con me stesso, le cui tappe sono contrassegnate anche dai brani che ho scritto. La copertina va di pari passo con il titolo: stare sdraiato su un prato, magari in una giornata primaverile, mi infonde una grande sensazione di armonia». Attivo in diverse band (Groove O’Matic, Free Strangers’ Society, Family Affair, The Topix), dal 2013 Gileno ha intrapreso parallelamente un percorso solista, la prima uscita è l’ep del 2017 “The Curse” con cui ha vinto il Premio “MEI Superstage”, dedicato ai migliori artisti indipendenti italiani. «Sono molto legato all’idea di album – commenta il cantautore classe ’91 –, infatti colleziono anche dischi. Probabilmente il mondo della musica va avanti mentre io resto fermo, però trovo sia un delitto togliersi il piacere di lasciare da parte tutto il resto per una mezz’ora e godersi un disco nella sua interezza. E a livello personale, riuscire a completare un lavoro di questo tipo è stata un’enorme soddisfazione». Nove canzoni dalle venature folk-pop caratterizzate da una produzione vicina al live, a Gileno (voce e chitarra), si sono aggiunti diversi noti musicisti: oltre ai già citati Cainero, Brenci e Vattovani, Cristiano Norbedo (Mengoni, Elisa, Amoroso, Michielin), Giuliano Dottori (Amor Fou) e in un brano, agli archi, Giovanna Rados, Lucy Passante, Valentina Soligo e Alice-Micol Moro, dirette dal fratello Lorenzo Gileno. Il mixing è di Riccardo Parravicini (Fabi, Silvestri, Gazzè) al Rima Maja Studio mentre il mastering è stato affidato a Giovanni Versari de La Maestà Studio (Capossela, Levante, Ghemon). «Inizialmente – conclude Gileno –, prendevo ciò che mi capitava e cercavo di plasmare il mio vissuto all’interno delle canzoni. I brani più vecchi ne sono un esempio. Poi, piano piano, ho cercato di servirmi di un approccio più analitico e meno strettamente personale. Seppur le sonorità possano fuorviare, è un disco ottimista. In tutti i pezzi c’è la componente della spinta verso l’alto».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 19 Ottobre 2021