Posted on: 4 Giugno 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

«Mi piacerebbe diventare un grande cantautore, prima o poi. Non credo ci sia questa grande differenza tra un cantautore e un rapper, se non nell’approccio più profondo, semplice ma non banale. Vorrei che al mio pubblico, prima o poi, brillassero gli occhi come brillano i miei quando ascolto un pezzo di Dalla o di Battisti»: così dichiara Rkomi in una recente intervista pubblicata da Rolling Stone. E ascoltando il suo nuovo album “Taxi Driver” si capisce subito come l’etichetta di rapper sia ormai limitante per l’artista nato a Milano nel ’94, vero nome Mirko Manuele Martorana. Dai primi passi nella nuova ondata di hip hop italiano nel 2012 fino alle collaborazioni con Elisa, Dardust, Jovanotti, ma anche dalla vita difficile nel quartiere popolare di Calvairate, arrangiandosi come cameriere e lavapiatti, alla villa fuori Milano con 800 metri quadrati di giardino: insomma, una storia di successo e di vera e propria riscossa “dal basso”. La musica di Rkomi, che affonda le sue radici nell’hip hop, progressivamente si sta trasformando in qualcosa di totalmente diverso e caleidoscopico, restituendo un artista che sfugge a ogni categorizzazione e che spinge il suo ascoltatore verso sonorità più universali e pop, sfumate e ricche di influenze variegate.

Si preannuncia quindi come un concerto di richiamo per un pubblico sempre crescente, quello piazzato a inaugurare la 28esima edizione del Music in Village, festival organizzato da Complotto Adriatico, in Piazza XX Settembre a Pordenone il 25 agosto alle 20.30, con il pre show a cura di E.Sist Dj Selecter.

Se la vita è fatta di incontri, Rkomi debutta forse grazie alla spinta del rapper Tedua, amico d’infanzia e poi coinquilino, e sarà l’interesse di Dj Shablo e Marracash a portarlo fino al contratto con la Universal nel 2017. Il primo album in studio “Io in terra” diventa presto disco d’oro, anche il secondo “Dove gli occhi non arrivano” del 2019 (a cui partecipano Jovanotti, Elisa, Ghali, Sfera Ebbasta…) bissa l’esordio in vetta. Il 14 aprile esce il singolo “Ho spento il cielo” con Tommaso Paradiso e anticipa il nuovo album, il terzo della carriera, “Taxi Driver” (Island Records) uscito il 30 aprile: a maggio ottiene già la certificazione di disco d’oro.

Se in “Dove gli occhi non arrivano” Rkomi muoveva i suoi primi passi nel mondo della musica cantata e suonata, con “Taxi Driver” si spinge ancora più lontano, addentrandosi in questi territori con la sicurezza che gli deriva da anni di scrittura nel rap, e con la freschezza di chi si approccia davvero per la prima volta al cantautorato. Il progetto è frutto di un lungo lavoro su sé stesso e sulle sue canzoni, che lo ha portato a esplorare una vena più profonda e musicale scoperta con gli anni, alla ricerca di nuovi stimoli. Una vena in cui la melodia e gli arrangiamenti hanno lo stesso peso delle parole, e in cui la coralità e la condivisione sono fondamentali: non a caso la maggior parte dei brani sono nati in studio, dalla collaborazione con i produttori e i musicisti che lo hanno affiancato, e ognuna delle tracce dell’album è impreziosita da ospiti d’eccezione (Paradiso, Gazzelle, Ariete, Irama, Gaia, Roshelle, Sfera Ebbasta, Ernia, Dardust…).

 

Elisa Russo, Il Piccolo 4 Giugno 2021