Posted on: 4 Aprile 2007 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Rosita Ziroldo è una cantante di raro talento. Una fuoriclasse, con una grande carriera davanti. Nata ad Oderzo, da anni vive a Trieste. Come base, perché spesso è in viaggio: ha suonato in Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, di recente si è esibita perfino al leggendario Blue Note di New York. Ha cominciato a registrare il suo debutto intitolato «Almost… me» – in uscita a giugno – alla Scuola di Musica 55, poi è nata una collaborazione con James Kakande e Mousse T, con cui sta completando il cd. Il lavoro di mixaggio è nelle mani di colui che ha mixato i dischi di Prince, collabora con il fotografo Matthias Reinsdorff che ha curato alcune copertine di Madonna, nello studio di Hannover ha incrociato Herbie Hancock: gli incontri celebri sono all’ordine del giorno. «Non credo nella figura del musicista dannato e scontroso. Trovo sia uno scimmiottamento dei veri eroi "stralunati" del rock. L'arroganza è sempre una forma di ignoranza e frustrazione. Ho imparato dai grandi l'umiltà. Quando Hancock è entrato nello studio è stata l’apoteosi per me: mi dava consigli, io ero quasi paralizzata, mi sembrava di far canzonette in confronto alle sue». A maggio Rosita Ziroldo sarà al festival jazz di Minorca in Spagna, poi un festival in Jamaica, una tournée estiva italiana e a settembre si trasferirà a New York.
«Sono arrivata a Trieste per frequentare l’Università. Qui ho lavorato col violinista Alessandro Simonetto che ha dato un tocco “tzigano” al mio album; in passato col sassofonista dei Blues Etcetera Angelo Chiocca e Paolo Serra (in arte Pow Lean). Ho viaggiato tanto: l’anno scorso una borsa di studio di jazz mi ha portata a New York. Ho frequentato la scuola e suonato in qualche locale. Seguivo un seminario col sassofonista Paquito D’Rivera; una sera al Blue Note mi ha detto: “Vieni su che facciamo due pezzi”! Abbiamo improvvisato una bossa nova di Jobim e un brano jazz».
Come è nato questo disco?
«Da New York è seguita una serie di concatenazioni bellissime. Un amico che accompagnava al Festivalbar James Kakande, aveva bisogno di un bassista e gli ho consigliato il triestino Stefano Pierro dei Cecil Demile. Lì è nato il contatto con Kakande, ho scritto un pezzo che gli è piaciuto e mi ha mandato in Germania dal dj e produttore Mousse T. Si è appassionato alle mie canzoni e ha deciso di co-produrmi. Non mi è piovuto nulla dal cielo, perché è da anni che studio canto e pianoforte e lavoro duro. Il mixaggio lo farà lo stesso mixerista che ha lavorato sugli ultimi dischi di Prince, sono contentissima! “Almost… me” lo definirei un mix di folk rock e jazz, con un po’ di bossa. Ballate autobiografiche, molte percussioni, molto violino, fisarmonica: molto tzigano. Racchiude pezzi scritti negli ultimi due anni».
Le sue influenze?
«Amo Tom Waits, mi piace mescolare le sonorità ruvide che utilizza lui con la mia voce, che è delicata, pacata: mi piace il contrasto tra chitarre un po’ acide con dei suoni forti e ritmiche molto percussive, e voce e melodia molto morbide. Con Pow Lean ho registrato proprio un pezzo di Tom Waits. Poi mi piacciono Natalie Merchant, Jolie Holland, Norah Jones, Ayo, Lamb, Massive Attack, Stevie Wonder, il pianista Gonzales, che collabora con Feist. Il Vinicio Capossela delle ballate col pianoforte e bicchiere di vino, Stefano Bollani, Enrico Rava. Carmen Consoli: il suo ultimo disco è un capolavoro. Poi i classici: De André, De Gregori, Battisti».
Il pubblico all’estero è diverso?
«C’è più curiosità, interesse, compostezza. In Italia la musica è un colore che può anche non esserci; negli altri paesi è una componente fondamentale. A New York la gente è curiosa, ti ascolta. Qua si è poco attenti ai prodotti che non siano commerciali o di intrattenimento».
Come vede il futuro della discografia ai tempi di internet?
«Non sono preoccupata, se un disco merita lo acquisto perché per me è un pezzo d'arte. Sono convinta che molti facciano così. Il problema sono le produzioni scarse o prive di qualità. Ciò che realmente mi preoccupa è l'ignoranza musicale che incrementa il sostegno di artisti che in realtà non sono tali».
Programmi tv e videoclip in progetto?
«Girerò un video, forse a New York. Ho partecipato al programma “Cibi Alterati” che uscirà su Mtv in Germania e a San Diego. Stiamo cercando di portarlo anche in Italia».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 04 Aprile 2007