Posted on: 12 Aprile 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Nata a Trieste nel 1988 da mamma triestina e papà sloveno, canta da sempre Sarah Planinsek e suona la chitarra da quando aveva 7 anni: «Ho studiato lo strumento con Anna Škerlavaj – ricorda – che nello stesso periodo aveva per allievo anche Matteo Brenci (oggi 40 Fingers), abbiamo cominciato assieme e guarda dove è arrivato lui!». Succedeva a Opicina, dove vive tuttora l’artista: «Durante l’infanzia e l’adolescenza, un luogo dove tutti quelli che conosco, anche chi ha poi intrapreso altre strade, cantava e suonava, siamo cresciuti nella musica».

Nel 2010 partecipa con successo a Slovenia’s Got Talent, grazie alla fama raggiunta con il talent show viene anche invitata come ospite alla convention con il Presidente della Repubblica sloveno e molte altre occasioni arrivano. E poi le serate, in Slovenia, Croazia, nei bar triestini. Se da una parte si costruisce una carriera eseguendo in acustico cover (Police, Patti Smith, Alanis Morissette, Alicia Keys, Bruno Mars, Amy Winehouse…), nel privato coltiva un amore per la scrittura, una vena cantautorale. La pandemia ribalta ritmi e stili di vita, così Sarah, venendo a mancare l’attività live, per la prima volta ha il tempo di lavorare seriamente alle sue canzoni. “Luna Nera” dunque è in assoluto la prima canzone che pubblica, in uscita il 13 aprile ma disponibile in pre-order già da Pasqua, altri inediti dovrebbero arrivare nei prossimi mesi. «Cercherò di sfornarne più possibile. Sono una gran scrittrice – racconta Planinsek -, diari, milioni di poesie che spesso diventavano canzoni. “Luna Nera” l’ho scritta durante il primo lockdown, che è stato il più traumatico per tutti. Parla di due persone che si ritrovano lontane e una cerca di convincere l’altra che comunque ci sarà, prova insomma a mantenere il contatto a distanza. Mi sento un po’ gipsy nell’anima e ho preso anche spunto dalla “Luna Nera” della famosa Zingara televisiva Cloris Brosca (su Rai1 tra i ’90 e 2000) che mi affascinava tantissimo quando avevo dieci anni. Mi piaceva questa cosa della carta della “Luna Nera” che simboleggia un fallimento, un torto, di quando vorresti un cambiamento ma non ci riesci e quindi, nella mia canzone, di due persone che vorrebbero stare vicine ma non possono». Nel videoclip di prossima uscita, la cantante triestina veste proprio i panni di una zingara che legge le carte; ha voluto fare da sé girando tra Opicina e Montedoro, ma si è avvalsa della consulenza di professionisti del settore come Marino Cecada (Ligabue, Elisa, Giorgia, Carboni…) e Omar Soffici per alcuni consigli. Alla produzione invece ha coinvolto Pierfrancesco “Hugo” Tempesta, fonico di Elisa, Mario Biondi, Fiorello, Emma Marrone, ha collaborato con Renato Zero, Pino Daniele, Alex Britti, Gianni Morandi, Mario Venuti, Simply Red: «Tempesta mi ha mandato un groove – prosegue la cantante – su cui ho lavorato e mi ha seguita telefonicamente da Bari, dove vive. Senza peccare di presunzione, credo che il risultato finale del mio brano suoni al livello dei big con cui lavora, la qualità audio è davvero alta». Planinsek ha prestato attenzione anche al look, l’estetica: «Mi piace molto la parte visuale, curare lo stile di tutto il progetto». Determinata a portare avanti il suo percorso di cantautrice anche quando riprenderà la sua attività legata ai live e alle cover, un ultimo pensiero va alla musica cittadina: «Dovendo fare un nome – conclude – scelgo Chiara Vidonis, è la mia artista triestina preferita, mi piace la sua anima, la sua musica».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 12 Aprile 2021