Posted on: 10 Marzo 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Una canzone sulla fine di un amore e sull’importanza di fare pace con il proprio passato: i Sarajevo Tango presentano il nuovo singolo “I nostri piedi tiepidi”, già disponibile sulle piattaforme digitali, lunedì esce il videoclip diretto dal videomaker Nicola Pasqualicchio.

Marco Bozza alla voce, chitarra acustica, testi, Simone Contrafatto alla chitarra elettrica, Valerio Amilcare alla batteria e percussioni, Enrico Momo al basso hanno in comune la passione per Dalla, Battiato, De André, Battisti, i Diaframma, Cosmo, Motta, Le luci della centrale elettrica: «Vediamo un collegamento tra un cantautorato più classico – dicono – e altre produzioni italiane degli anni zero e dieci». Nascono nel 2018 in Veneto, ma è a Trieste, dove arrivano per motivi di studio, che trovano la vera ispirazione: in un appartamento di Via Fabio Severo nasce il loro primo ep, che si chiama appunto “Storie Severe”, seguono concerti in città da Piazza Verdi a Sofar.

“I nostri piedi tiepidi” chiude una serie di singoli che la band triestina d’adozione ha realizzato durante l’estate. Il video, spiegano: «Nasce dall’esigenza di trovare nuove forme di espressione dopo oltre un anno di inattività forzata a causa dell’emergenza Coronavirus. L’impossibilità di esibirsi dal vivo, di confrontarsi con il pubblico e di animare i locali ha reso necessario reinventarsi con forme che inevitabilmente hanno aumentato la distanza tra i musicisti e il pubblico. Da qui l’importanza di non pubblicare solo i singoli sulle piattaforme digitali ma provare a fare qualcosa di più: un videoclip con un attore». Durante il clip, l’attore e modello Matteo Bergamo si muove tra passato e presente in un’abitazione piena di ricordi e, attraverso movimenti quotidiani, come preparare la cena, mangiare e lavare i piatti, ripercorre con la mente l’emozione dei primi appuntamenti, dal presente di una casa ormai degradata e trascurata tanto quanto lui stesso. In questo contrasto tra un passato luminoso, ricco di calore e un presente freddo e malinconico, trova lentamente la sua strada verso la rassegnazione. «La canzone – concludono i Sarajevo Tango – parla di ciò che resta dopo che è finito un amore: il senso di nostalgia, il ricordo della persona amata e delle cose mangiate assieme (la pasta col ragù/ il tiramisù) e soprattutto il senso di freddo e solitudine, rappresentato dalla metafora dei piedi che, abituati a essere riscaldati, ora sono gelidi “e torneranno gelidi, i nostri piedi tiepidi, che non si toccano più”».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 10 Marzo 2021