Posted on: 3 Settembre 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Un tour che si chiama “Vestito di vento” «Perché – spiega The Leading Guy – cita una strofa di “Felicità”, brano del prossimo disco, dedicato a Trieste, in cui canto “gente vestita di vento”». Pezzi nuovi che si possono ascoltare in anteprima dal vivo in alcune date sparse per la penisola, con una tappa al Castello di San Giusto venerdì 3, per la rassegna “Hot in the City”; due gli spettacoli: uno alle 19.30 e uno alle 22. Bellunese che da 15 anni vive a Trieste, dopo l’esperienza con la Busy Family, Simone Zampieri, in arte The Leading Guy, ha realizzato il primo disco “Memorandum” nel 2014, sono seguite aperture importanti per Ben Harper, 2 Cellos, Niccolò Fabi, Jack Savoretti, Max Gazzè, Xavier Rudd, Jake Bugg fino alla firma con la Sony con cui ha pubblicato “Twelve Letters” nel 2019, quando è stato anche l’artista di apertura di una parte della tournée teatrale di Elisa e ha partecipato al tributo a De André “Faber Nostrum”, cantando per la prima volta in italiano una personale versione di “Se ti tagliassero a pezzetti”. Nel 2020 è uscito il singolo “Per non andare via”: «Sapevo che prima o poi sarebbe successo – continua – ma conoscere il “quando” non mi ha mai ossessionato. “Per non andare via” è la mia prima canzone italiana di sempre. L’ho scritta in un pomeriggio romano di qualche tempo fa e da quel giorno mi è rimbalzata dentro sino a convincermi che dovevo pubblicarla. Non è una cosa che cercavo e per questo la sento onesta e degna di essere ascoltata. Forse avevo bisogno di una lingua diversa per tirare le somme di questi 5 anni intensi e quasi sempre bellissimi. Dovrei essere spaventato, ma stranamente sono molto sereno». A San Giusto sarà accompagnato da Alessandro “Asso” Stefana, chitarrista e polistrumentista di Vinicio Capossela, Guano Padano, PJ Harvey, Mondo Cane/ Mike Patton. «Ho scelto di fare un concerto in duo – racconta The Leading Guy – per sentire la chitarra tra le mani dopo due anni con un po’ più di sentimento e di solitudine, senza troppo rumore intorno. E perché in questo periodo in cui i concerti hanno una capienza limitata ho cercato di creare l’intimità che la situazione richiede». L’ultima volta dal vivo in città era stata al Teatro Miela a inizio 2020 con la band al completo, poco prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria: «Un tour fantastico, Trieste aveva risposto con un sold out, ma anche un ricordo strano perché qualche settimana dopo eravamo tutti chiusi dentro e so di tanti colleghi che non sono mai riusciti a partire con il tour e ce l’hanno ancora lì in stand by dopo quasi due anni. Quindi un tour a cui sono legatissimo, proprio perché ho avuto la fortuna di farlo». La scaletta includerà estratti dai precedenti lavori in inglese oltre ai nuovi brani in italiano del terzo disco, prodotto da Taketo Gohara, che uscirà l’anno prossimo (anticipato da alcuni singoli a partire da metà settembre): «Un album che è figlio di tanto lavoro – anticipa The Leading Guy – di due anni di scrittura e di una scommessa che ho voluto fare con me stesso di cercare una strada nuova. Il periodo di blocco a causa della pandemia mi ha permesso di avere il tempo che non avevo avuto prima di puntare molto sulla scrittura e sulla voce, perché l’italiano richiede un diverso approccio e modo di respirare. Ho un profondo rispetto della lingua italiana ed è anche questo il motivo per cui non mi ci ero ancora cimentato. Avendo tanto tempo a disposizione mi sono uscite dieci canzoni di cui sono molto felice e soddisfatto».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 2 Settembre 2021