Posted on: 16 Aprile 2007 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

 

Affollatissimo il Deposito Giordani di Pordenone per il concerto dei Verdena con i Jennifer Gentle. Due delle realtà migliori del panorama italiano, tra le più esportabili all’estero. Aprono la serata i Jennifer Gentle, la band del padovano Marco Fasolo che comprende nell’assetto live anche i triestini Francesco Candura e Liviano Mos. Il gruppo, che incide per la Sub Pop di Seattle, ha proposto un breve set, per l’occasione più improntato al rock che alle divagazioni psichedeliche. Hanno eseguito il brano «I Do Dream You» che recentemente li ha portati alla conquista della Cina, altri estratti dai loro precedenti album e «Take my hand»: un’anteprima del nuovo lavoro. Ci sarà l’occasione di vederli in uno show completo al Teatro Miela di Trieste il 26 aprile. I Verdena dal vivo confermano la maturità e la compattezza del suono che emerge dall’ascolto del loro ultimo cd «Requiem». Roberta Sammarelli, i fratelli Alberto e Luca Ferrari sul palco sono tensione, concentrazione, professionalità e sudore. Superano la loro congenita introversione, la esorcizzano suonando con furore e trasporto. Lo stoner rock è in primo piano. Impossibile non pensare ai Kyuss, e tracciare un parallelo tra l’isolamento dello studio Henhouse nel bergamasco e il Rancho de La Luna nel deserto di Josh Homme. E poi l’amore per il rock più classico: Black Sabbath, Led Zeppelin. Solo un po’di grunge sullo sfondo: Nirvana ed Alice in Chains, ma molto meno che agli esordi. I Motorpsycho. Uno spirito adolescente aspro, un impatto sonoro potente. «Non prendere l’acme, Eugenio» cita i Pink Floyd, «Muori Delay» è un boato, «Isacco Nucleare» un deserto di psichedelia acida. «Il Caos Strisciante»: “Credo di far parte di un incubo, come in un film/ per sempre nei guai, gonfio di lividi” il loro manifesto. I Verdena hanno scelto di far parlare solo la musica. Almeno hanno dimostrato di poterselo permettere.

Elisa Russo, Il Piccolo 16 Aprile 2007