Giovedì il Rossetti ha ospitato la data conclusiva di “Marinai, profeti e balene”, tour teatrale di Vinicio Capossela.

Nel 2009 aveva portato uno spettacolo incentrato sul «side show» il baraccone di fenomeni da Circo Barnum, con i freaks e gli animali dimenticati da Noè: quasi a riprendere il filo, si parte questa volta proprio dall’Arca, perché quando l’acqua ti arriva alla gola devi attuare una strategia, e a mettersi in salvo saranno “i dimenticati, i non accoppiati, i mezzi, i sagittari, gli albini, i ciclopi che il mondo lo vedono solo da ubriachi. E i clienti di Pepi S’ciavo”. Ed ecco la prima risata del pubblico triestino, abituato ai numerosi riferimenti di Vinicio a queste zone. Una città dove il mare arriva dappertutto, tanto che a pranzo gli avrebbero detto: “guardi questo prosciutto cotto, sembra salmone”.

“Grazie della fiducia, grazie di esserci cascati di nuovo”, dice Vinicio all’inizio di un concerto che si protrarrà per ben tre ore, con una prima parte lenta e incentrata sull’ultimo album (una performance “teatrale” tutta da ascoltare) e una seconda parte più energica, dove i presenti si alzano in piedi e partecipano con un coinvolgimento più fisico, da concerto rock. Uno show lungo, perché “non solo al peggio, anche al meglio non c’è mai fine” e “tutto è bene quello che non finisce mai”.

Dentro al suggestivo ventre della balena, la ciurma è composta da: Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Zeno De Rossi (batteria, conga, gong delle nuvole, teste di morto), Vincenzo Vasi (theremin, marimba, glockenspiel), Mauro Ottolini (trombone, conchiglie, ottoni, flauti, kalimba, temporale), Achille Succi (flauti, shakuhachi, shehnai, tin whistle), Alessandro «Asso» Stefana (chitarre, banjo, baglama, armonio), Francesco Arcuri (sega musicale, balafon, campionatore, steel drum, saz, santoor), Edoardo Rossi (cori, catene, Ciclope) e il coro delle donne sarde di Actores Alidos. E poi Christopher Wonder che impersona anche uno strambo Babbo Natale (“dobbiamo credere nell’economia, nella politica, in Monti e io non posso credere a Babbo Natale? Che poi qua si chiama San Nicolò ovvero il Babbo Natale dei disgraziati”, dice Vinicio) e Clio Viper incantevole reginetta del burlesque che mette in scena un castissimo strip. Qualche vecchio successo come “Il Ballo di San Vito” a spezzare il nuovo materiale, coriandoli, luci, cambi di costumi, maschere, cappelli da marinaio, giacche da polipo con i tentacoli, sirene, una citazione per un certo nano e le sue dimissioni (“non avete nulla da temere da lui, avete piuttosto da temere quello che di lui c’è in voi”): Capossela mette in atto come sempre un ricchissimo Carnevale. In chiusura, un monologo durante il quale inizia a bere le prime birre “ormai bevo solo sul lavoro, anzi bevo come i muratori solo dopo aver finito il lavoro”, qualche considerazione su Trieste: “a me non dispiace che ci sia un solo albero di Natale in Piazza Unità, infondo c’è anche un solo Babbo Natale”, un brindisi al grande Lelio Luttazzi, un accenno allo studio Hendrix di Radio Capodistria, dove un anno e mezzo fa è cominciata questa avventura marinara.

Elisa Russo, Il Piccolo 27 Dicembre 2011

Elisa Russo

Elisa Russo

Si occupa di musica e spettacoli su stampa, radio, tv e web. Dal 2004 collabora con il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Spesso lavora in coppia con il fratello Ricky. The Russos hanno ideato, scritto e condotto il programma musicale “In Orbita”, in onda su Tv Capodistria (Slovenia) e su Radio Capodistria.

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