Posted on: 30 Agosto 2021 Posted by: Elisa Russo Comments: 0

Una formazione tutta al femminile, quella dei Violoncelli Itineranti: i violoncelli delle triestine, diplomate al Tartini, Andrejka Možina e Irene Ferro-Casagrande e di Carla Scandura (di Pieris, diplomata al Marcello di Venezia) a cui si aggiunge la voce della croata Ana Pilat, diplomata in canto jazz al Tartini. Nate nel 2016, si esibiscono regolarmente in Slovenia, Italia e Croazia; nel 2019 hanno pubblicato il loro primo album “Sonce ljubo” rivisitando brani della tradizione popolare italiana, slovena e istriana in collaborazione con un coro sloveno e finanziato dal Ministero Sloveno, nel 2020 si sono classificate seconde al Premio Alberto Cesa promosso dal Folkest e quest’anno si sono distinte al Miela Music Contest per la «migliore produzione musicale, rappresentando il momento più interessante, originale e coinvolgente», così Bonawentura ha deciso di organizzare una serata a loro dedicata: venerdì alle 21 al Teatrino Basaglia di via Weiss 13, nello spazio all’aperto (dentro al teatro in caso di maltempo). Il video della loro esibizione al Miela nell’ambito del recente concorso dedicato alle giovani band che ha coinvolto nove emergenti, è stato quello più visto, raccogliendo numerosi commenti e complimenti. «Il contest del Miela ci ha dato una diffusione capillare in rete – commenta Andrejka Možina –, il video del nostro live, realizzato in teatro in maniera molto professionale, ha superato le 65 mila visualizzazioni solo su facebook ed è andato bene anche su YouTube». Un repertorio ampio e variegato il loro, che comprende brani originali, di carattere jazzistico e folk rivisitati in chiave cameristica, musica permeata dalla costante ricerca di nuove possibilità tecniche e timbriche che evoca immagini cinematografiche, testi e sonorità con le radici ben piantate nella nostra terra di confine. Gli arrangiamenti sono curati da Možina (diplomata anche in canto jazz e insegnante) che ha musicato inoltre le poesie in lingua e dialetti sloveni delle poetesse Alenka Rebula Tuta, Irena Žerjal, Marija Kostnapfel, Zora Tavčar (Trieste), Marina Cernetig (Valli del Natisone) e Silvana Paletti (Val Resia): «Sono poesie scritte da donne – spiega la musicista triestina – in una lingua che a volte sta sparendo, e sono molto preziose. Quindi le ho musicate, ho dato loro una veste». «Per quanto riguarda il genere proposto dai Violoncelli Itineranti – prosegue – è difficile incanalarci, a volte si parla di world music, musica del mondo, che dice tutto e niente… Chanson, jazz, musica di scena o di cinema… Nel concerto di venerdì proporremo brani folk, popolari, anche dell’Istria, del Mediterraneo, ci sarà una parte sudamericana che a me piace da morire e poi i brani originali. Il prossimo disco sarà sicuramente di composizioni nostre. Mi preme fare delle cose che siano scritte ma che lascino anche dello spazio all’improvvisazione per sperimentare delle tecniche violoncellistiche diverse da quelle tradizionali contemplate nel mondo accademico classico, in relazione a questo mi è capitato anche di organizzare negli anni passati dei workshop con alcuni violoncellisti che si occupano di generi diversi e un po’ ci siamo formate grazie a queste esperienze».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 1 Settembre 2021